venerdì 6 dicembre 2013

Un calcio nelle palle agli imprenditori



Negli ultimi tempi ho contatti con diversi imprenditori o con chi si definisce tale.
Non sempre quel che dico loro è gradito, anzi.
Per un motivo abbastanza semplice, spesso li insulto.

Premesso che:
  • Ci sono tantissimi liberi professionisti seri  che si fanno il culo dalla mattina alla sera
  • Siamo in un paese in cui fare impresa (sarà scelta a caso questa parola?) diventa sempre più complicato
  • Quando li insulto lo faccio per il loro bene
  • Non mi riferisco a tutti ma quasi a tutti

Detto questo voglio riportarvi un mio post su facebook di qualche giorno fa:

"Ho avuto la conferma, la crisi è nel cervello degli imprenditori. Questa in realtà è una selezione naturale che divide gli incapaci dai capaci. PUNTO."

Quando scrivo queste cose lo faccio per due motivi:
  1. Lo penso
  2. Vedere le reazioni degli altri
Le reazioni sono più o meno le stesse:

"Si ma non è così semplice...ok ma in questo paese non è più possibile fare impresa....in Italia vanno avanti solamente i furbi e i paraculati..."

Molte di queste cose sono vere ma lo erano anche 10 anni fa, quando chiunque faceva impresa, creava business, inventava professionalità inesistenti.
Eppure le bocce giravano, eppure i clienti entravano, eppure i soldi nelle tasche crescevano.
Il nostro paese non è cambiato, eppure le soluzioni che ieri funzionavano oggi affossano sempre di più imprese e professionisti.
Ecco allora nascere tutte le scuse del mondo, tutte le motivazioni legate a qualsiasi agente esterno ma MAI e poi mai alla propria professionalità.
Mi riferisco in particolar modo a quei piccoli imprenditori che per passione, per eredità o per qualsiasi motivo hanno deciso tempo fa di creare la propria società, la propria "azienduccia" senza preoccuparsi (neanche oggi che fanno la fame) di fermarsi un attimo a studiare un minimo di marketing.

Io? Il marketing? Sono 30 anni che ho l'azienda e non mi è mai servito!!!

E infatti non serviva perché la domanda era superiore all'offerta e quindi cani e porci lavoravano come matti.
Oggi no, oggi è il contrario, la domanda è scesa, l'offerta è rimasta più o meno la stessa e quindi il cliente fa quello che non faceva anni fa, SCEGLIE.
Sceglie in modo razionale, sempre meno emotivamente e come ho scritto a chi commentava il mio post:

"SE NON SEI LA SCELTA SARAI LO SCARTO"

Cosa deve fare allora l'imprenditore della crisi globale?

  1. Deve fermarsi un attimo ed ascoltare, togliersi dalla mente se stesso, il proprio prodotto o servizio, la propria azienda ed ascoltare. Ascoltare il cliente, i sui bisogni, i suoi desideri.Mettere il cliente al centro di tutto, passare dalla modalità "PRODUCI E VENDI" a quella "ASCOLTA E PRODUCI". Risolvete i problemi dei vostri clienti e saranno loro a cercare voi
  2. La qualità, la professionalità, il prodotto "buono" oggi non basta più. Oggi è indispensabile capire e, nel caso serva, cercare di modificare la percezione che il vostro cliente ha nei vostri confronti e questo si chiama "MARKETING". Oggi tutto ciò che fate o non fate influisce sulla percezione che gli altri avranno di voi quindi per quanto cerchiate di negarlo voi fate marketing ogni giorno, però nel modo sbagliato. FATE POSIZIONAMENTO!!! (se non sai cosa significa sarà il caso di iniziare a studiare)
  3. Dare un motivo VALIDO ai clienti per non andare dalla concorrenza e quando dico valido intendo dal punto di vista del cliente e non vostro. Piantatela con le cazzate il mio prodotto è leggeremente meglio, un po' più economico, create un divario fra voi e la concorrenza enorme e i clienti dovrete cacciarli via.
  4. Specializzarsi in un settore ed evitare (come fa la maggior parte dei piccoli imprenditori) di pensare che la salvezza venga dal nuovo ennesimo prodotto o servizio (per capirne di più leggi qui "Carabina Quigley e l'estensione di linea"). Fate il contrario, se il vostro catalogo è alto come la bibbia e state per fallire tagliate l' 80% dei vostri prodotti e decidete dove specializzarvi. Li dovete però essere i migliori della vostra zona, sarà molto più facile sia in termini di qualità che di posizionamento.

Lo so che per molti non è semplice, soprattutto per coloro che per tanti anni hanno visto funzionare metodi, strategie e comportamenti che oggi inevitabilmente portano al fallimento.
Il fatto che non sia semplice non significa però che non sia possibile e per finire in bellezza voglio darvi l'ultima brutta notizia.

Tanti miei amici imprenditori si sono convinti che presto la crisi finirà.

NON E' VERO, PERLOMENO NON PRESTO

Oltretutto quale cazzo di convenienza può avere pensare che finirà e passare il tempo ad aspettare senza far nulla?
Se riuscite a fare bene oggi pensate quello che farete se un giorno questa contrazione economica terminerà.
Quindi, alzate il culo, iniziate a studiare un po' di marketing prima che sia troppo tardi, se già non lo è e in bocca al lupo a tutti.

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2 commenti:

  1. Premetto che non sono un grande esperto del mondo imprenditoriale, ma per quel poco che conosco non posso che essere d'accordo con te. Ti chiedo: dal tuo punto di vista, quali libri, o quali strumenti, consiglieresti per iniziare a studiare marketing e, in particolare, per curare il proprio posizionamento?

    Grazie complimenti per il coraggio e la schiettezza.

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    1. I testi migliori sono quelli di Trout e Ries, primi fra tutti "Posizionamento" e "Le 22 immutabili leggi del marketing"
      Se fossi un imprenditore mi soffermerei sui punti esposti nel post e mi farei delle domande:

      - I miei clienti sanno esattamente cosa offro loro?
      - I miei clienti hanno un valido motivo per venire da me piuttosto che dalla concorrenza?
      - Cosa mi distingue dai concorrenti?

      Se non si hanno delle valide risposte si è nei guai.

      Naturalmente le soluzioni dipendono da cosa si vende e da mille altre variabili ma partire da questi concetti è fondamentale per tutti.

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