Se dovessi scegliere la regina delle abilità trasversali la corona spetterebbe certamente alla comunicazione efficace.
Ritengo che non esista ambito in cui questo non sia vero.
La comunicazione, del resto, è il mezzo attraverso il quale ci interfacciamo con gli altri e attraverso il quale cerchiamo di ottenere i nostri obiettivi.
La capacità di comunicare in modo efficace diventa più importante se chi la utilizza ha un ruolo chiave all'interno dell'organizzazione, quindi amministratori delegati, manager, leader di vari livelli.
Questo risulta sempre più evidente andando avanti nel tempo considerando i cambiamenti che l'azienda in generale ha vissuto negli ultimi anni (sto parlando degli ultimi 100 anni)
Questi cambiamenti possono essere suddivisi in 3 grandi periodi e decritti da altrettante teorie:
- La teoria tayloristica
- La teoria della scuola delle relazioni umane
- La teoria della gestione totale della qualità
Nella prima fase le aziende erano gestite attraverso un management scientifico il quale affermava che per ogni compito da effettuare esisteva una ed una sola modalità, the one best way.
La struttura aziendale era di tipo piramidale e fortemente gerarchica e il lavoratore non aveva un ruolo cruciale ma era piuttosto considerato semplice esecutore di compiti e mansioni ben definite.
Intorno agli anni '50 si sviluppa la scuola delle relazioni umane, basandosi sugli studi di tale Elton mayo, grazie alla quale si pone più attenzione al lato umano con il tentativo di migliorare le motivazioni dei lavoratori e il clima aziendale.
Tale sviluppo continua fino ad arrivare, intorno agli anni '80, alla nascita della teoria della gestione totale della qualità grazie alla quale si mette al centro dell'attenzione la soddisfazione del cliente, inteso sia come utente finale del prodotto/servizio ma anche come risorsa umana interna all'organizzazione.
Si sviluppa quindi un'attenzione particolare a:
Intorno agli anni '50 si sviluppa la scuola delle relazioni umane, basandosi sugli studi di tale Elton mayo, grazie alla quale si pone più attenzione al lato umano con il tentativo di migliorare le motivazioni dei lavoratori e il clima aziendale.
Tale sviluppo continua fino ad arrivare, intorno agli anni '80, alla nascita della teoria della gestione totale della qualità grazie alla quale si mette al centro dell'attenzione la soddisfazione del cliente, inteso sia come utente finale del prodotto/servizio ma anche come risorsa umana interna all'organizzazione.
Si sviluppa quindi un'attenzione particolare a:
- Importanza del lavoro di gruppo
- Diffusione delle informazioni a tutti i livelli (l'informazione non ha più un flusso esclusivamente verticale dall'alto in basso ma anche orizzontale e trasversale)
- Valori condivisi
- Snellimento nei flussi di lavoro
Allo stesso tempo cambiano le dinamiche all'interno delle organizzazioni in quanto chi ne fa parte non ha più gli stessi bisogni di un tempo e va alla ricerca di soddisfazioni diverse.
Per capirci, mio nonno aveva la necessità di portare a casa la pagnotta molto più forte di quanta ne abbia io oggi e Maslow ci insegna che una volta soddisfatta una scala della piramide dei bisogni passi alla scala successiva, fatta di soddisfazioni, riconoscimento da parte degli altri, appartenenza al gruppo e autostima.
Per non farci mancare nulla c'è un enorme appiattimento intellettuale fra i ruoli. Il lavoratore è molto più istruito ed informato di un tempo, conosce norme e diritti a volte molto meglio di chi tenta di comandarlo.
Di fronte a questo scenario non è difficile capire che trovarsi a ricoprire ruoli chiave è diventato e diventerà estremamente più difficile, causa per la quale l'abilità di comunicare in modo efficace diventa sempre più importante.
Abilità che non prevede solo ed esclusivamente la capacità di esprimere le proprie idee ma:
- Capacità di ascoltare (ed osservare)
- Intelligenza emotiva, ossia la capacità di riconoscere e gestire le proprie e le emozioni altrui
- Rispetto di idee e visioni degli altri
- Utilizzo della comunicazione per il raggiungimento degli obiettivi aziendali e non per i propri.
- ...
Se nel tuo lavoro non riseci ad ottenere dagli altri i risultati e le reazioni sperati, è estremamente probabile che la colpa sia solo ed esclusivamente tua.
Inizia a cambiare il tuo modo di comunicare, spostando la tua attenzione da quel che dici al modo in cui lo dici.
Prima di aprire bocca prendi in considerazione aspetti fondamentali ponendoti le seguenti domande:
Inizia a cambiare il tuo modo di comunicare, spostando la tua attenzione da quel che dici al modo in cui lo dici.
Prima di aprire bocca prendi in considerazione aspetti fondamentali ponendoti le seguenti domande:
- Mi trovo nello stato ottimale per affrontare questa comunicazione?
- L'altro si trova nello stato ottimale per affrontare quel che ho da dire?
- Ho il tempo necessario per affrontare la comunicazione?
- Cosa voglio ottenere dalla mia comunicazione?
- Quali reazioni potrei provocare nell'altra persona?
Già queste poche e semplici domande potrebbero migliorare la tua modalità e, di conseguenza, i tuoi risultati.
Se sei interessato ad altri post inerenti la comunicazione efficace prova a leggere Il fattore culo nella comunicazione e l'abilità di stare zitti

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