lunedì 3 giugno 2013

Dimmi chi sei...(la tua mission professionale)



Nel post "Uno sguardo dentro di voi" vi ho chiesto di scrivere un elenco dei valori per i quali vorreste essere riconosciuti come professionisti.
Vi ho fatto fare una piccola visualizzazione del giorno del vostro funerale immaginando quello che avreste voluto sentir dire dalle persone che in un modo o nell'altro sono venute in contatto con voi durante il vostro cammino professionale.
Qualcuno di voi avrà magari scritto di voler essere riconosciuti per la serietà, altri per la creatività ed altri ancora per l'impegno. Gli esempi possono essere veramente tanti e non esistono valori migliori di altri, l'unica cosa che importa è che siano realmente quelli in cui credete e per i quali volete essere riconosciuti.

Fatto questo è importante passare alla seconda fase del piano, la scrittura di quello che gli anglosassoni chiamano elevator pitch.
L'elevator pitch è il discorso che un imprenditore farebbe ad un investitore se si trovasse per caso con lui in ascensore. L'imprenditore, quindi, si troverebbe costretto a descrivere sé e  la propria attività sinteticamente, chiaramente ed efficacemente per convincere l'investitore ad investire su di lui ma nei limiti di tempo imposti dalla corsa dell'ascensore (la letteratura specialistica a riguardo fissa tale limite a 5 minuti).
Anche se può sembrare semplice esprimere in 4 parole quello che voi rappresentate come professionisti vi assicuro che la maggior parte di voi troverà difficoltà nel farlo.
In pratica ciò che vi sto chiedendo di fare è di scrivere la vostra mission o dichiarazione d'intenti nel campo professionale e di farlo in modo che sia totalmente allineata ai valori che avete espresso in precedenza.
Se non riuscite a farlo probabilmente esiste qualche  conflitto fra ciò che fate e ciò in cui credete e questo potrebbe portarvi qualche problemino.
Tanto per capirci se il vostro valore più importante è la felicità e vi ritrovate a fare il becchino...vi consiglierei di rivedere un pochino le vostre scelte.

Detto questo è importante stabilire le regole che devono essere rispettate dalla propria mission:
  1. Essere concisa
  2. Espressa in positivo
  3. Nel presente indicativo (vietati i "vorrei essere...")
  4. Rispondere alle seguenti domande:
  • Cosa fate?
  • Come lo fate?
  • Perché siete migliori o comunque differenti dagli altri?
  • Quali vantaggi offrite?

Questo passaggio è indispensabile a prescindere (come al solito) dal tipo di lavoro che svolgete o che avete intenzione di svolgere.
Troppo spesso si vedono candidati affrontare colloqui di lavoro senza saper rispondere in modo chiaro a domande semplicissime su se stessi.
E poi vi lamentate che il lavoro va sempre a i raccomandati.
Chi vi sta di fronte non ha l'intenzione e probabilmente il tempo per ascoltare tutta la vostra vita e le vostre esperienze passate, andate al dunque. Chi siete? Cosa fate? Cosa vi distingue da tutti gli altri sfigati che vi precedono e vi seguono?
Se non avete risposte a queste domande nel prossimo futuro non avete speranza di sopravvivere e mi dispiace anche dirvelo perché sembra sempre che io sia il cattivo ed invece cattivo è chi non vi mette di fronte alla realtà.
Questo concetto, naturalmente, vale anche per i professionisti ma se siete in questa categoria e non avete già fatto questo lavoro credo che abbiate sbagliato parecchie cose nella vita e sicuramente raccolto pochissimi obiettivi...vabbè non è mai troppo tardi.

Quindi, carta e penna e via a scrivere la vostra bella mission e per non essere da meno, qui sotto vi lascio leggere la mia:


Sono un formatore di abilità trasversali. Aiuto persone ed organizzazioni a trovare le migliori soluzioni per il loro sviluppo professionale. Utilizzo passione e competenza con un unico obiettivo: ottenere risultati concreti.

Questo sono io...e tu, dimmi chi sei.






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