giovedì 24 gennaio 2013

Il sorriso del cameriere



Negli ultimi tempi mi aggiro per il centro della città e scorgo diverse serrande abbassate. Serrande di ex attività storiche che nel mio immaginario non avrebbero mai risentito di questa crisi economica.
Il cliente invece ha ricominciato a fare quello che non faceva da anni, RISPARMIARE.
E quando decidi di tagliare inizi con il superfluo.
Caffè, aperitivo, cenetta con gli amici. Sono finiti, almeno per molti, i tempi in cui era possibile sperperare.

In questo scenario non tutte le attività commerciali sono destinate a sopravvivere. Cosa può far la differenza fra chi si salverà e chi ha trovato o troverà a breve una morte certa?

Le attività in cui il contatto umano è fondamentale hanno la possibilità di giocarsela utilizzando le proprie abilità, sempre che ne abbiano. Chi non ne ha potrebbe ancora fare in tempo, ma ogni minuto che passa non fa che avvicinare al baratro.
Il fatto che una certa percentuale di ristoranti, bar, alberghi e negozi chiuderanno è appunto un fatto, un dato e stare a discutere se sia giusto o sbagliato o se la colpa è della pressione fiscale o della contrazione economica lascia un pochino il tempo che trova e comunque non vi salverà.
Ciò che potrebbe invece salvarvi è chiedervi cosa fanno di diverso quelle attività che si ritroveranno invece ad essere vincenti, a superare la crisi, alcune addirittura ad ottenere maggior risultati di prima.

Spesso mi capita di non capire, probabilmente sono un pochino limitato. Vedo attività con potenziali altissimi non sfruttati e non capisco. Vedo professionisti a contatto con il pubblico non interessarsi nel modo più assoluto di cosa vuole il pubblico e non capisco. Entro nei ristoranti e nei bar e vedo facce da funerali e non capisco.
Possibile che io riesco e vedere ciò che potrebbe essere e non è e chi si trova a gestire queste realtà non fa che lamentarsi delle forze malefiche che non fanno andare a gonfie vele la propria attività?

Se entro in un ristorante in cui non sono mai stato e nel giro di cinque minuti qualcuno non mi dice buonasera io inizio subito ad innervosirmi.
Nell'ultimo anno ho avuto una bambina e quando ho dovuto scegliere un ristorante per festeggiare il battesimo io e mia moglie abbiamo iniziato a girare per i vari locali della zona chiedendo un preventivo.
Uno dei tanti gestori ha stilato il menù come preferiva lui e quando ho detto che secondo me erano troppe portate la giustificazione è stata che lui doveva fare bella figura...con i miei soldi!!
Un'altro non mi ha neanche fatto entrare nel locale, mi ha fatto il preventivo sulla porta, sicuramente veloce.
Uno, invece, ha fatto qualcosa che non hanno fatto gli altri. Ci ha ascoltato, ci ha offerto un caffè e ha dedicato a noi tutto il tempo necessario per raggiungere un accordo.
Ancora oggi se devo andare a cena fuori il primo nome che mi viene in mente è il suo e se devo consigliare un locale ad un amico faccio il suo nome. Quando entro in questo locale il gestore mi saluta come se ci conoscessimo da sempre e mi fa  percepire ogni volta che con me ha un occhio di riguardo, poi magari lo fa con tutti. Mi fa sentire importante e a mio agio e questo è tutto ciò che la gente vuole ed è disposta anche a pagare qualcosina di più per averlo.

In parole povere quello che può salvare oggi un'attività in cui il contatto umano è essenziale è il sorriso, sincero, spontaneo, un sorriso che nasce dalla consapevolezza che colui che hai di fronte è l'unico che ti può portare soldi e pubblicità o miseria e pessima reputazione.
E' la gentilezza e la capacità di far percepire i propri clienti come ospiti d'onore in un luogo che in fondo è uguale a tanti altri. Può essere più o meno elegante, avere cibo più o meno buono ma ciò che la gente vuole è  più di ogni altra cosa il calore e la sensazione di essere a casa fuori casa.
E se oggi io gestissi un locale e dovessi assumere un cameriere non chiederei esperienza ma solamente la capacità di sorridere al cliente.
Se mi arriva un cameriere e non mi sorride mi viene subito voglia di prenderlo a calci nel sedere perchè sono straconvinto che i locali chiudono per un sorriso mancato e la cosa mi fa veramente incazzare.

Eppure molti gestori di questi locali non se ne accorgono e continuano a cercare false soluzioni, corse al ribasso sui prezzi o modifiche di locali facendoli diventare di lusso senza averne le capacità.
Vedi allora realtà (mi è capitato anche questo) con posate d'argento e cameriere che non sono neanche in grado di portare un piatto o pizzerie uguali ad altre mille e non si capisce perchè il cliente dovrebbe preferirle rispetto ad altre.
Per non parlare di negozi in cui le commesse (o i commessi) si straniscono all'ingresso di un cliente o non hanno la più pallida idea di come si vende un prodotto.
Fatevi un esame di coscienza e chiedetevi se voi, dalla parte del cliente, fareste della pubblicità alla vostra attività. Chiedetevi se offrite qualcosa in più degli altri o se siete specializzati in qualcosa, chiedetevi se avete dei clienti fissi e se li trattate come meritano.

Fatevi più domande e regalate sorrisi e calore ai vostri clienti. A volte non chiedono di più.

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5 commenti:

  1. Risposte
    1. Ti ringrazio per il commento. Se vuoi, puoi iscriverti alla nostra newsletter inserendo la tua mail nell'apposita sezione del blog. Riceverai in omaggio il primo e-book di professione vincente.
      Un abbraccio.

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  2. ciao Alessandro, sono Massimo di Brescia. Mi sono soffermato a leggere tutto il tuo articolo , con vero interesse. Ho lavorato per alcuni anni nei bar e nei ristoranti anche di un certo prestigio della mia citta'. E' vero, a volte mi chiedo da cliente, perche' ti devono capitare dei camerieri cosi' maleducati, scazzati oppure assolutamente non accoglienti. Gente che dovrebbe avere come prima dote il sorriso e la parola gentile. Avere a che fare con le persone non è un lavoro, è un'arte che si puo' imparare ed affinare col tempo, ma che devi volere ed amare prima di tutto. Il semplice sorriso, o una battuta spiritosa con le persone con cui ti puoi permettere di farlo, cambia la giornata del tuo cliente e di te stesso, e la gente apprezza cio' ( e mi ricordo che poteva scattare anche la mancia, che a mio avviso è il sigillo che il cliente ti da per la qualita' del tuo lavoro " differente " . Ti diverti e la diverti, la fai ritornare anche solo per il fatto che ci sei tu. A me è personalmente capitato di scegliere un locale anziche' un'altro , solo per il personale ed il clima accogliente che trovi di fronte. Mentre a volte trovi dei veri funerali. Una buona giornata MAssimo Freiles

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Ciao Massimo. Ti ringrazio e condivido a pieno quel che dici. Mi fa piacere trovare un riscontro reale dei miei insegnamenti da chi è o è stato in prima linea a contatto con il pubblico, il che come te hai affermato è una vera e propria arte.
      Quel che più mi fa incazzare non è tanto il comportamento del cameriere o barista in questione ma il fatto che il gestore del locale non pretenda o non trasferisca a tutti la voglia di trasmettere al cliente quel calore che meriterebbe.
      Auguro a te una buona giornata.

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