In alcuni post precedenti (Quello che non dovete sapere sulla comunicazione e Perchè i corsi sulla gestione del tempo non funzionano) abbiamo parlato di metodi reali per aumentare l'efficacia del nostro lavoro.
Alcuni di voi mi hanno inviato via mail delle obiezioni a questi post ed al blog in generale riguardanti il fatto che questi temi, per quanto interessanti ed utili, possono riguardare esclusivamente manager o comunque figure professionali di un certo spessore.
Iniziamo immediatamente con il ribadire che io non sono un manager e non ricopro nella mia azienda un ruolo di altissimo spessore, non che me ne vanti, anzi.
Il fatto è che credo fortemente che sia vero l'esatto contrario delle affermazioni fatte da alcuni di voi ossia che le abilità trasversali, se viste nella giusta ottica, non sono solamente utili ma saranno sempre di più indispensabili a prescindere dal lavoro che svolgete o che vorreste svolgere.
Questo post, tuttavia, non nasce con l'intenzione di stabilire ciò che sia vero o falso ma leggendo queste mail mi sono posto, come nelle mie abitudini, una domanda:
COME MAI MOLTE PERSONE SONO CONVINTE CHE LE ABILITA' TRASVERSALI SIANO OGGETTO DI STUDIO SOLO PER MANAGER, VENDITORI O ALTI PROFILI AZIENDALI?
Le risposte possono essere diverse ma sfogliando ieri la rivista L'IMPRESA del gruppo 24Ore (E' pubblicità? Chi se ne frega, se la merita) ho letto una frase che da una parte ha confermato molte mie convinzioni e dall'altra ha affondato il dito in una ferita da tempo aperta.
L' ECCELLENZA DEL SINGOLO NON SOPRAVVIVE IN STRUTTURE MEDIOCRI
Se molte convinzioni errate sul mondo del lavoro nascono da insegnamenti pressapochisti e da una situazione storica che ci ha visto professionalmente superare anche dai lavoratori del Burundi (Rimando il lettore ai post Il talento degli Italiani e La scelta di essere diverso) molte altre sono state generate da esperienze vissute che hanno lasciato il segno.
Accade spesso che il lavoratore eccellente si ritrovi ad operare in una struttura inadeguata ed obsoleta, il tipico caso della persona giusta nel posto sbagliato.
In fondo tutti voi vi sentite un pochino così. Scremando tutti i casi in cui questa è solamente una scusa analizziamo cosa accade quando questa situazione si presenta realmente.
Se il lavoratore eccellente inizia la propria esperienza lavorativa in un team, ad esempio, in cui sia le capacità professionali che le motivazioni si trovano sotto al tappeto, il team leader o l'imprenditore in questione ne sarà più che felice.
Sarà così felice che punterà tutto su questa figura, dandogli incarichi importanti, delegando responsabilità con la speranza che tutto il gruppo ne tragga vantaggio attraverso l'esempio del suo nuovo gioiellino.
Dall'altra parte il gruppo, che magari nel tempo ha trovato un proprio equilibrio, vede arrivare questo alieno pieno di motivazione, brillante e dinamico intento a modificare stabilità per le quali sono serviti anni ed anni di dura inattività.
Con queste condizioni non solo non si avrà un miglioramento del gruppo ma tutti cercheranno, in un modo o nell'altro, di ritrovare quell'armonia del prima tsunami. Azione che nel pensiero sistemico viene spiegata come "retroazione di bilanciamento".
In parole povere ogni appartenente al gruppo continuerà a svolgere il lavoro come sempre e cercherà di ostacolare il lavoro del nuovo arrivato, neo pupillo del capo.
Visto il lavoro inefficace svolto finora da quest'ultimo difficilmente ci troveremo di fronte ad un fenomeno ed un gruppo mediocre guidato da un capo mediocre otterrà solamente risultati mediocri.
Il nuovo arrivato pieno di talento e di speranze vedrà via via vanificare i propri sforzi e sfido chiunque stra-testardo a resistere in una situazione del genere. Le opzioni per il nostro malcapitato saranno due:
Visto il lavoro inefficace svolto finora da quest'ultimo difficilmente ci troveremo di fronte ad un fenomeno ed un gruppo mediocre guidato da un capo mediocre otterrà solamente risultati mediocri.
Il nuovo arrivato pieno di talento e di speranze vedrà via via vanificare i propri sforzi e sfido chiunque stra-testardo a resistere in una situazione del genere. Le opzioni per il nostro malcapitato saranno due:
- abbandonare la nave;
- adeguarsi al comportamento altrui e quindi abbassare il proprio livello.
Questo secondo comportamento porterebbe a diversi vantaggi:
- i colleghi smetteranno di essere ostili con lui;
- il capo pian piano smetterà di tartassarlo e di delegare lavori e responsabilità;
- il gruppo ritroverà il suo equilibrio.
Un grosso svantaggio deriverebbe però dal fatto che far finta per un lungo periodo di essere mediocre porta inevitabilmente alla mediocrità vera. Impossibile mettersi su un certo livello e continuare dentro di se ad essere eccellenti, la mediocrità entra dentro di noi molto più velocemente dell'eccellenza.
L'altra soluzione, quella di abbandonare il lavoro alla ricerca di realtà migliori, potrebbe essere buona a meno che questa situazione non si presenti in un contesto di pubblica amministrazione o comunque di un'azienda che rappresenti il famoso "posto fisso".
In questo caso la decisione sarebbe estremamente difficile e questo giustifica il fatto che quando andiamo in qualsiasi ufficio pubblico ci troviamo di fronte a degli interdetti, magari un tempo sono stati fenomeni anche loro.
In queste realtà la situazione sopra descritta è estremamente facile da presentarsi visto che a peggiorare le cose c'è il fatto che a prescindere dalle prestazioni di ogni singolo gli introiti sono gli stessi per tutti.
Con il tempo è inevitabile l'appiattimento di qualsiasi fenomeno.
Una leadership inefficace è la ciliegina sulla torta. Un vero team leader nella situazione sopra descritta si dovrebbe preoccupare piuttosto di capire come mai ci sia tutto questo gap tra il nuovo arrivato ed il resto del gruppo e cercare di migliorare le abilità degli altri in modo da evitare che il singolo si senta un pesce fuor d'acqua.
Soluzioni per chi vuole continuare ad essere eccellente?
L'altra soluzione, quella di abbandonare il lavoro alla ricerca di realtà migliori, potrebbe essere buona a meno che questa situazione non si presenti in un contesto di pubblica amministrazione o comunque di un'azienda che rappresenti il famoso "posto fisso".
In questo caso la decisione sarebbe estremamente difficile e questo giustifica il fatto che quando andiamo in qualsiasi ufficio pubblico ci troviamo di fronte a degli interdetti, magari un tempo sono stati fenomeni anche loro.
In queste realtà la situazione sopra descritta è estremamente facile da presentarsi visto che a peggiorare le cose c'è il fatto che a prescindere dalle prestazioni di ogni singolo gli introiti sono gli stessi per tutti.
Con il tempo è inevitabile l'appiattimento di qualsiasi fenomeno.
Una leadership inefficace è la ciliegina sulla torta. Un vero team leader nella situazione sopra descritta si dovrebbe preoccupare piuttosto di capire come mai ci sia tutto questo gap tra il nuovo arrivato ed il resto del gruppo e cercare di migliorare le abilità degli altri in modo da evitare che il singolo si senta un pesce fuor d'acqua.
Soluzioni per chi vuole continuare ad essere eccellente?
TROVATE UN PIANO B
Se proprio non avete possibilità di trovare nuovi mondi a voi più adeguati trovate comunque uno spazio nel quale potete esprimere la vostra arte.
E' ciò che faccio ogni giorno da qualche anno a questa parte e se lo faccio io lo può fare chiunque abbia qualcosina in più da esprimere. Ad aiutarci ci sono i nuovi canali attraverso i quali ognuno di noi può creare e sviluppare le proprie idee.
In parole povere non avete più scusanti, se vi credete la persona giusta nel posto sbagliato, createvi il vostro mondo e DATECI DENTRO!!!
Oggi si può e se ne avete il potenziale dovete darmi un motivo valido per non farlo.
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