Forse la parola malforme è un pochino forte ma sinceramente non me ne sono venute in mente altre.
Questo post, infatti, nasce con l'obiettivo di analizzare quali sono i difetti cruciali di coloro che, spesso per motivi istituzionali, ricoprono ruoli aziendali dove una leadership risonante dovrebbe essere naturale ed invece così non è.
Eppure basterebbe prendere in mano uno dei tanti testi sulla leadership, vedere quali dovrebbero essere atteggiamenti, capacità, metodi ed applicarli.
Tanto semplice da dire ma probabilmente un pochino complicato da mettere in pratica visto quello che si vede oggi in giro nelle realtà aziendali italiane (per fortuna non tutte).
Quali sono le difficoltà che incontra chi si ritrova a ricoprire posti di comando nel mettere in pratica delle teorie apparentemente semplici?
Come è possibile che dopo anni di discussioni, corsi di formazione, testi specifici sulla leadership sia così difficile diventare leader capaci ed efficaci?
In questo post analizzeremo uno dei fattori (ce ne sono tanti altri) che ostacolano la vera essenza di un leader.
Nasce da un problema tipico del nostro paese. Quello di vedere al posto di comando personaggi di indubbie capacità, sia tecniche che trasversali.
Se il leader è posizionato sul piedistallo dai vertici aziendali contro l'opinione generale degli altri collaboratori potrebbe nascere qualche problemino.
Dico potrebbe poichè non sempre leader si nasce ma non è detto che non ci si possa diventare. Il problema è che non ci si può trasformare in leader in un giorno e se prima dell'incarico si era uno scansafatiche tecnicamente impreparato e con rapporti interpersonali pessimi la strada si fa estremamente tortuosa.
Il nostro ipotetico neo-leader si troverà ad andare a guidare (d'altra parte questo è il primo compito del leader) un team consapevole dell'opinione che i suoi collaboratori hanno di lui.
Il risultato che si può ottenere da un team che non riconosce il proprio capo è a dir poco penoso.
Come può però il nostro malcapitato mettersi a far prediche e pretendere risultati ed atteggiamenti quando fino a qualche giorno prima aveva un comportamento incongruente con quel che dice ora?
Lui sa benissimo questo e potrebbe anche riuscire, ma rarissimamente capita, a trasformare se stesso in una persona diversa. Quel che solitamente succede invece è il tentativo di cambiare gli atteggiamenti senza prima cambiare la propria vera essenza e questo porta ad un disallineamento fra ciò che si dice e ciò che si è, con risultati immaginabili.
A questo punto, solitamente, il presunto capo risolve la questione, o perlomeno questo è il suo tentativo, facendo l'amicone con tutti con la speranza di ottenere consensi.
Fatto sta che lui è un capo e non un compagno e neanche un fratello, è un capo.
Mi viene in mente il paragone del genitore con il proprio figlio. Se un genitore si trasforma in amico, non può fare il genitore e non potrà avere atteggiamenti e pretese che il proprio ruolo richiede.
Il fatto è che per essere un leader è necessario prendersi delle responsabilità, compresa quella di correggere comportamenti e atteggiamenti dannosi, a rischio di entrare in conflitto con i propri collaboratori.
Inizialmente questo atteggiamento porta buoni risultati ma nel lungo periodi porta solamente a disastri. Il capo-amico dovrà chiudere un occhio sugli errori dei propri collaboratori e non potrà mai fare sermoni o prendere provvedimenti perchè sarebbero atteggiamenti che cozzano con l'immagine che si è creato.
Questo porterà ad avere da parte dei propri collaboratori una totale mancanza di rispetto verso il leader e di impegno verso il raggiungimento di obiettivi comuni. Questo atteggiamento, alla lunga, andrà ad influire anche su chi aveva sempre dimostrato volontà e serietà. L'incertezza della pena, d'altronde, può far cadere in tentazione anche i migliori.
In questa situazione l'unico modo per essere realmente efficace è quello di avere il coraggio di prendere atto del ruolo che si ha in quel momento ed agire sulla base di esso. Anche se le persone che ci si trova intorno hanno un opinione negativa di noi l'unico sistema per cambiare questa opinione è quella di dimostrare sul campo di aver subito una trasformazione.
Per ottenere un ottimo risultato è necessario però considerare due fattori:
- Bisogna aver pazienza e tirar dritto per la propria strada. La gente dimentica e cambia idea ma non in un attimo. Se ci si scoraggia non si torna più indietro.
- Non si può diventare leader solamente modificando gli atteggiamenti. E' necessario un reale cambio di mentalità. Non si fa il leader SI E' LEADER!!! Il che significa cambiare realmente e nel profondo la propria identità.
Riepilogando, se la vostra azienda ha deciso di mettervi alla guida di un team e, secondo voi, non siete la persona più adatta a farlo potete fare due cose:
- Rinunciare
- Diventare un leader
Tutte le altre strade sono solamente delle tentate soluzioni che non portano a nulla se non ad un peggioramento della vostra immagine lavorativa.
Essere un leader non è assolutamente facile ed io ho nel cuore tutti coloro che si trovano in certe posizioni aziendali perchè so quanto può essere logorante. Oggi però non ci sono più scuse. Avete la possibilità di avere a disposizione tutto il materiale necessario per informarvi su cosa dovete fare.
Poi però, dovete farlo, con tutte le conseguenze del caso.
E quando dico che non ci sono scuse, genio, significa che proprio non ci sono. La tua situazione non è diversa dalle altre, la tua azienda non è particolare, i tuoi superiori non sono strani, i tuoi collaboratori non sono carogne. SEI TU!!! SEI TU CHE DEVI CAMBIARE!!!!
Compra un libro, frequenta un corso, guarda un DVD sulla leadership, metti in pratica e continua a farlo fino a quando non sei soddisfatto del tuo lavoro.
E quando dico che non ci sono scuse, genio, significa che proprio non ci sono. La tua situazione non è diversa dalle altre, la tua azienda non è particolare, i tuoi superiori non sono strani, i tuoi collaboratori non sono carogne. SEI TU!!! SEI TU CHE DEVI CAMBIARE!!!!
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