lunedì 7 ottobre 2013

Vuoi essere un leader o una superstar?

Nel libro "Vincere" di Jack Welch (e per chi non lo avesse letto lo faccia) c'è una frase sulla leadership che mi ha colpito molto:


QUANDO VI HANNO ELETTO LEADER NESSUNO VI HA CHIESTO DI VINCERE UNA GARA DI POPOLARITA' 
 
 
Prima di andare avanti sarebbe il caso di fare una breve storia della leadership.
Anni '70, nessuno parlava nel nostro paese di leadership, esisteva solamente il capo, termine che oggi sembra essere spregevole e ripugnante.
Il capo era il capo, solitamente un grandissimo testa di cazzo.
Dava ordini e i suoi sottoposti eseguivano, senza  farsi troppe domande.
E' da ricordare che in quegli anni il lavoratore aveva una sola ambizione, quella di portare a casa uno stipendio con il quale vivere e far vivere alla propria famiglia una esistenza degna di questo nome.
 
Anni '90, con il passare degli anni i lavoratori hanno mutato il loro modo di intendere il lavoro, per dirla in termini psicologici, hanno fatto un salto nella scala dei bisogni di Maslow, passando dalla ricerca di una sicurezza economica all'affermazione di se, con relative ambizioni, ricerche di autostima e di appartenenza all'interno di una società.
Con i propri sottoposti oramai certi di mangiare ogni giorno il capo ed il suo modo autoritario di far funzionare le cose non trovavano più la giusta chiave per ottenere il massimo dagli altri.
Collaboratori (e non più sottoposti) sempre più intelligenti, informati e quindi sempre più difficili da motivare portavano l'esigenza di un cambiamento nel modo di gestire (ops!! Volevo dire guidare) il proprio team.
 
Oggi, tutti parlano di leadership, la soluzione a qualsiasi problema, l' aspirina di ogni malanno aziendale, quando non si sa più dove mettere le mani si fa un bel corso sulla leadership.
Oggi in azienda, ogni responsabile, a qualsiasi livello, deve essere un leader.
Cosa significa però essere leader? Tutto e niente, o per meglio dire, dipende.
La definizione di leadership che più amo è questa:
 
 
"LA CAPACITA' DI GUIDARE I PROPRI SEGUACI IN QUALSIASI SITUAZIONE"
 
...per due motivi:
  • Prevede che ci siano dei seguaci (il che non è così scontato)
  • Prevede una flessibilità tale da "saper guidare in qualsiasi situazione" (ancor meno scontato)
Il leader di oggi deve avere carisma e autostima? CAZZATE.
Il leader di oggi, in azienda, deve ritrovare le palle ed utilizzarle nel massimo rispetto dei propri collaboratori.

Perché dico questo?
Perché trovare la giusta chiave per motivare i propri collaboratori  (inteso come trovare un motivo per fargli dare il massimo al lavoro)  oggi è realmente difficile e per molti la soluzione è stata quella di cercare di farsi amici i propri sottoposti.
Far finta di non vedere, passare sopra a comportamenti errati, chiedere di svolgere un lavoro quasi implorando è diventato, in particolar modo nelle grandi aziende, la normalità.
Oggi il leader non comanda più nulla, o quasi.
Sarà realmente la strada giusta?
Paragonate la leadership all'essere genitore.
Secondo voi è utile essere sempre gentili con i propri figli, far finta che vada sempre tutto bene, non riprenderli mai?

Mi dispiace per voi ma se non riuscite mai a prendere decisioni impopolari, se non sopportate le frizioni, se voleve vincere una gara di popolarità non potrete mai essere dei leader efficaci.
Ricordate che gli obiettivi principali di un leader sono e saranno sempre:

  1. Far dare il massimo alla propria squadra nel lungo termine (perché a spremere il limone son capaci tutti)
  2. Far crescere i propri collaboratori

...meditate gente, meditate.

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