Quante volte vi lamentate del vostro lavoro a causa di qualche collega o di qualche capo insopportabile?
Quante volte perdete le staffe a causa di atteggiamenti altrui?
Quanto è difficile trovare la serenità nella giornata lavorativa?
Vediamo allora quali potrebbero essere delle soluzioni efficaci per migliorare la qualità del vostro lavoro ed evitare di farvi venire qualche ulcera.
CONSIGLIO N° 1
"Nessuno può evere su di voi più potere di quanto ne avete voi stessi"
Significa fondamentalmente fare un enorme salto di paradigma perché ogni volta che qualcuno vi manda fuori dai gangheri siete voi che date a costui potere ed importanza.
Questo è indubbiamente il consiglio più difficile da mettere in pratica visto il modo in cui a volte alcune persone riescono ad essere odiose ed irritanti.
Provate per un attimo però a ragionare in questi termini. E' l'altro che vi fa arrabbiare o siete voi che permettete all'altro di farvi arrabbiare?
Ed inoltre, ritenete corretto dargli tutta quest'importanza? Credete che se la meriti oppure no?
“Se qualcuno vi si avvicina con un dono e voi non lo accettate, a chi appartiene il dono?”, domandò il samurai. “A chi ha tentato di regalarlo”, rispose uno dei discepoli.
“Lo stesso vale per l’invidia, la rabbia e gli insulti”, disse il maestro: “Quando non sono accettati, continuano ad appartenere a chi li portava con sé”.
Non accettando gli atteggiamenti sbagliati altrui lo butterete giù da quel piedistallo in cui lo avete posizionato voi stessi e vi assicuro che perderà la sua importanza.
CONSIGLIO N° 2
"Definite i confini"
Una tendenza che molti hanno è quella di mantenere lo stato d'animo negativo che si è andato formando durante le ore lavorative anche fuori da questo contesto.
Si torna così a casa dalla moglie (o dal marito) e dai figli cercando di trovare quell'equilibrio necessario sfogandosi con loro, come se questo possa lenire la vostra irritabilità.
Il risultato invece è quello di creare anche a casa un clima teso sempre a causa di qualche coglione che ce li ha fatte girare diverse ore prima.
Definire i confini vuol dire obbligarsi a tener fuori dalla propria vita privata gli effetti negativi del lavoro e viceversa.
Per far questo iniziate a pensare nel tragitto del ritorno a casa a degli aneddoti simpatici da raccontare accaduti al lavoro.
Parlate solo e d esclusivamente di quelli.
Se trovate solo aneddoti negativi...in questo caso, a casa, evitate di parlare di lavoro.
In fondo i vostri cari non meritano di accollarsi le vostre tensioni ed anche voi, così facendo, dimenticherete in fretta quel brutto stato d'animo che vi accompagnava.
CONSIGLIO N° 3
"Come se"
Comportarsi "come se" è un classico del coaching.
Il punto è che se voi siete scontenti del vostro lavoro o comunque se c'è qualcuno che rovina le vostre giornate la reazione classica è quella di avere un'aria arrabbiata e di starvene sulle vostre o di lamentarvi continuamente.
Provate allora a cambiare atteggiamento (all'inizio dovrete un po' violentarvi ma è possibilissimo).
Iniziate a comportarvi come se foste felici di essere dove siete e come se quella persona che proprio non sopportate sia simpatica e piacevole.
Fate grandi sorrisi anche se in realtà vorreste bruciare vivo qualcuno, fate buon viso a cattivo gioco.
Oltre all'immediato effetto terapeutico questa tecnica ha l' effetto magico di mutare la realtà.
In fondo l'unico modo per cambiare il mondo è quello di iniziare dall'unica parte su cui abbiamo pieno controllo.
E, come per magia, nel momento in cui cambiate voi, cambiano anche le persone che vi circondano.
"Non avrò mai il controllo del fuori.
L’unico universo che mi hanno concesso in appalto è il mio.
Quello dentro.
Vasto e complesso quanto io lo desidero.
Chiaro o scuro come io decido.
Lì sono re.
Lì mi gioco la partita della vita.
A casa mia, tra i prati del cuore, le montagne della mente e gli abissi dell’anima.
Ma sempre a casa mia".
L’unico universo che mi hanno concesso in appalto è il mio.
Quello dentro.
Vasto e complesso quanto io lo desidero.
Chiaro o scuro come io decido.
Lì sono re.
Lì mi gioco la partita della vita.
A casa mia, tra i prati del cuore, le montagne della mente e gli abissi dell’anima.
Ma sempre a casa mia".
Sebastiano Zanolli
RIPRENDETE IN MANO LA VOSTRA VITA, FATELO ORA

Oggi avrei proprio voglia di sbattergli la testa contro il muro... e dirgli, sei stronzo al cubo! Sono anni che lavoro qui e non mi riservi mai una posizione diversa da quella che ho. Vuoi suscitare in me invidia nei confronti delle colleghe più giovani, che poi si pompano, giustamente, forse lo farei anche io.
RispondiEliminaNon è giusto però... A questo qua il film : "quello che pensano le donne" gli farebbe bene... molto! Comunque ripiegherò con la stronzaggine e un gran sorriso!
Un sorriso è decisamente un risposta migliore di una testa spiaccicata al muro.
EliminaGrazie del commento e in bocca al lupo per tutto.
Un sorriso è decisamente un risposta migliore di una testa spiaccicata al muro.
EliminaGrazie del commento e in bocca al lupo per tutto.
Un sorriso è decisamente un risposta migliore di una testa spiaccicata al muro.
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