Nel post di oggi torniamo a parlare di un un tema a me molto caro, quello del problem solving.
Sono sempre di più dell'idea che risolvere un problema è un'arte e che può essere migliorata ed affinata con metodo e qualche accorgimento.
Ritengo inoltre, e sempre più mi convinco di questo, che quella del problem solver è una dote estremamente rara.
La maggior parte delle persone non solo non sono in grado di risolvere i problemi ma molto più spesso sono proprio loro a crearli.
Abbiamo visto nei post precedenti tecniche e punti di vista efficaci per poter migliorare questa vostra abilità. (A tal proposito ti rimando alla lettura dei post i 4 passi del perfetto problem solver e la legge dei 5 minuti)
Vediamo ora come mai molti di voi quando inciampano su un problema non riescono mai a trovare una soluzione.
Quello che io ritengo il padre di tutti gli errori è quello di ignorare una parola che per me ha un fascino irresistibile:
SEMPLICITA'
Capita spesso infatti che la soluzione ai problemi venga cercata dove non può essere, che si guardi talmente lontano da non vedere che ce l'abbiamo sotto al nostro naso, che si vadano a complicare così tanto le caso rischiando di alimentare il problema piuttosto che risolverlo.
A tal proposito vorrei proporvi la storia della penna della NASA:
Tra i tanti progetti realizzati dagli studiosi della NASA c'è quello della penna spaziale, capace di scrivere in totale assenza di gravità, cosa che per ovvi motivi non possono fare ne la penna a sfera ne le stilografiche.
Il progetto prese avvio proprio per risolvere il problema di permettere agli astronauti di scrivere e prendere appunti, superando la difficoltà imposta dalla loro particolare condizione.
Il progetto ebbe successo, ma costò svariati milioni di dollari, molte energie e molto tempo per le sperimentazioni.
OK, direte voi, forse hanno speso un po' di soldi però il problema l'hanno risolto!!
E' assolutamente vero, quello che però volevo farvi notare è che i cugini russi, i quali disponevano di molte meno risorse economiche rispetto agli americani, avevano trovato un' altra soluzione, utilizzavano la matita.
Tutto questo per farvi capire che la prima cosa da fare di fronte ad un problema è quella di cercare le soluzioni più semplici, più ovvie perché a volte sono anche le più funzionali.
Andare a cercare soluzioni complicate capita spesso negli ambienti dove le persone si sentono in diritto di dimostrare la loro superiorità.
Capita allora come ai bambini pieni di giocattoli di non sapere come utilizzarli e di finire per annoiarsi a contrario di quelli che non avendo questa fortuna riescono a vedere in qualsiasi cosa un giocattolo con il quale divertirsi.
E come ci insegna Bruno Munari:
"Complicare è facile. Semplificare è difficile.
Per complicare basta aggiungere. Tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare"
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