Oggi si parla di un'abilità traversali tra le più apprezzate nel mondo del lavoro. Alquanto difficile è capire in fase di selezione del personale chi possa godere di questa abilità e chi no ma la buona notizia è che, come ogni qualità, può essere sviluppata.
Come spesso accade è necessario partire da una corretta, anzi, per meglio dire efficace visione delle cose (imparate a ragionare in termine di efficacia ed utilità e mai in termini di correttezza ne tanto meno di bellezza, i vostri capi o i vostri clienti hanno bisogno di cose che funzionano).
Partiamo allora da un concetto fondamentale:
Nel momento in cui qualcuno vi ha scelti per svolgere un determinato lavoro e voi avete scelto di accettare, probabilmente nessuno vi ha detto alcune cose che per i datori di lavoro sono scontate, per i lavoratori quasi mai.
Non stabilire immediatamente delle regole è un errore comune ed uno dei più gravi che può commettere un datore di lavoro o un leader in generale. Difficilmente in fase di assunzione si guarda negli occhi il candidato dicendo cosa si vuole esattamente da lui, quali compiti deve svolgere, quale ruolo si vuole che acquisisca nel tempo, quali obiettivi dovrà raggiungere. Difficilmente si chiede al candidato se è disposto a fare quello di cui si ha bisogno. In parole povere non si pianifica l'inserimento di un nuovo assunto. Si assume qualcuno, generalmente in un momento in cui ci si trova con l'acqua alla gola e si fa anche in modo approssimativo, senza scegliere effettivamente il candidato migliore ma generalmente quello che sembra più volenteroso (o peggio chi ci viene consigliati da amici o parenti).
Una delle tante cose che viene omessa è il fatto che se qualcuno vi assume è perchè ha uno o più problemi che lui non sa oppure non ha il tempo di risolvere, altrimenti, ve lo assicuro, se ne guarderebbe bene dal farlo.
Detto questo sarebbe bene che specificasse quali saranno i compiti che dovrete svolgere al posto suo poichè dovrete mettervi bene in testa che riguardo a quei compiti, o per meglio dire riguardo a quel determinato ruolo, voi sarete i diretti responsabili (a riguardo potete anche dare un'occhiata al post "Il compagno di viaggio").
Significa che quando avete un problema siete voi che dovete risolverlo, non potete lavarvene le mani ogni volta cercando il vostro capo, con la convinzione che deve essere lui a risolvere certe cose. Lui avrà altri problemi da risolvere, problemi che si trovano su un altro livello ed è proprio per questo che vi paga, per risolvere altri problemi.
Detto questo, spero che abbiate capito cosa dovete fare. Ora si tratta di capire COME farlo.
Parlando di problem solving c'è da dire che ogni lavoro ha problemi del tutto differenti, in termini di tempi per risolverlo, in termini di entità, in termini di evoluzione del problema. E' necessario quindi avere una certa esperienza nel settore specifico per arrivare ad essere un ottimo problem solver.
Ci sono però dei concetti fondamentali che devono essere applicati a prescindere. Chiamateli segreti, regole, passi fondamentali, chiamateli come volete ma sappiate che senza di loro sarete veramente scarsi.
- Punto primo: I problemi non vanno risolti, vanno evitati. Significa che, nel limite del possibile, è necessario anticipare il problema e prevedere la possibilità che esso si presenti. Se questo può sembrarvi una banalità vi assicuro che non lo è, soprattutto perchè abbiamo la tendenza a far finta di non vedere ciò che sta accadendo intorno a noi. Vediamo qualcosa che non va e ci giriamo dall'altra parte nella speranza che qualcun'altro se ne accorga e risolva il problema. Vediamo un piccolo problema e lasciamo stare con la speranza che qualche magia possa risolverlo da se, peccato che la tendenza dei problemi è quello di ingigantirsi fino a quando diventano impossibili da ignorare e troppo grandi da poter gestire, e sono cazzi. Quindi è necessario evitare di arrivare a questo punto, se si ha un dubbio che qualcosa non sta andando nel verso giusto affrontate subito la realtà ed approfondite la questione.
- Punto secondo: Non c'è tempo per il lamento. Solitamente quando accade un inconveniente la tendenza umana è quella di iniziare a lamentarsi per un tempo più o meno lungo a seconda del soggetto. Frasi tipiche sono: "Perchè succede tutto a me?" "Sono proprio sfortunato" o cose del genere. Ci si sofferma poi mentalmente al problema in se per se, si analizza in tutti i modi continuando a pensare solo ed esclusivamente al problema. Non pretendo che al presentarsi di un intoppo da domani facciate i salti di gioia, ci mancherebbe, ma vi posso concedere il tempo di un imprecazione e vi consiglio di pensare ad una cosa che a me ha sempre aiutato. In un determinato lavoro i problemi sono più o meno sempre gli stessi, il che significa che quando va tutto liscio non state crescendo, non state imparando nulla riguardo all'arte del problem solving, cosa che invece accade ogni volta che si presenta un problema. Il concetto è che la prossima volta che si presenterà lo stesso tipo di problema voi lo risolverete in un batter d'occhio, per il semplice fatto di aver sbattuto il muso la volta precedente. Quindi, al momento del nascere del problema sappiate che avete l'occasione di imparare una cosa nuova ed orientatevi immediatamente alla soluzione.
- Punto terzo: Non censuratevi. Quando avete un'idea, uno spunto, quando vi si accende la lampadina cacciate via quel brutto pensiero che vi ronza per la testa secondo il quale si dite una cazzata tutti vi giudicheranno. Le idee possono nascere solamente in un clima di non giudizio e non a caso questo è il primo pilastro ber un buon brain storming ma dovete essere voi i primi a non giudicarvi. Dite una stupidaggine...e chi se ne frega? Meglio sempre e comunque di passare una vita in silenzio per vedere poi altri tirare fuori soluzioni a cui voi avevate già pensato. Il segreto è proprio quello del braim storming, iniziate a tirare fuori tutte le idee che vi vengono in mente, andate sulla quantità e non sulla qualità. Poi sceglierete quella migliore, che a volte deriva da quella strampalata, ve lo assicuro.
- Punto quarto: gestite le emozioni. Capita spesso di vedere grandi menti tradite dall'emozione. Questo è il concetto più difficile da insegnare, sarebbe inutile dirvi di restare calmi. In quel momento ci siete voi e non io e se l'emozione prende il sopravvento io non posso farci nulla. Esistono tanti modi e tecniche per imparare a gestire le proprie emozioni ma bisognerebbe scrivere un libro solo per questo argomento. Una cosa che però potrebbe aiutarvi immediatamente è il fatto di pensare che avere paura è normalissimo, accettatela e continuate a fare quel che dovete fare. Vi state cagando addosso? Ok, non c'è niente di male, andate aventi comunque. Sappiate che più si va avanti e meno avrete paura degli eventi, anche qui l'esperienza conta ma non date l'opportunità alla paura di farvi evitare le situazioni e farvi allontanare dai vostro obiettivi.
Se volete essere vincenti nel mondo del lavoro questa è un'abilità indispensabile e ricercatissima. E sappiate che se un problema non lo risolvete voi lo farà qualcun'altro, prendendosi anche i giusti meriti.
Scegliete da che parte volete stare, altrimenti cadrete inevitabilmente nella mediocrità.
E voi cosa ne pensate? Lasciate un messaggio cliccando qui.

"Sappiate che più si va avanti e meno avrete paura degli eventi, anche qui l'esperienza conta ma non date l'opportunità alla paura di farvi evitare le situazioni e farvi allontanare dai vostro obiettivi."
RispondiEliminaNiente di più vero... io l'ho sperimentato parlando in pubblico. Come dici tu " mi cagavo addosso dalla paura". Ma non mi sono fermato davanti alla paura. Ho studiato per migliorare, ma soprattutto ho fatto pratica sfruttando tutte le occasioni che mi si presentavano. Non ti dico che ora non ho più paura, ma riesco a gestirla meglio.
Grazie degli ottimi consigli.
Grazie a te Simone per il commento. E' sempre un piacere vedere che i propri sforzi possano essere d'aiuto a qualcun'altro. Un saluto, Alex.
EliminaOttimi consigli e spunti di riflessione sia per i dipendenti e per i datori di lavoro!!! concordo e mi riconosco con il concetto che hai espresso della "EFFICACE VISIONE DELLE COSE"...
RispondiEliminaGrazie mille Sabrina delle belle parole. Colgo l'occasione per ricordare a tutti che iscrivendosi alla newsletter riceverete gratuitamente il mio primo e-book "I primi passi verso il lavoro ideale" e che potete seguire i miei post anche sulla pagina facebook www.facebook.com/ProfessioneVincente
EliminaComplimenti per il tuo blog. Un'altro articolo molto interessante! come Già detto nei commenti precedenti c'è da riflettere da entrambe le parti "Datore di Lavoro" e "Dipendente".
RispondiEliminaGrazie mille per i tuoi commenti...e per i complimenti
EliminaGrazie mille per i tuoi commenti...e per i complimenti
Elimina