martedì 19 febbraio 2013

Il compagno di viaggio



Una volta al mese circa, trascorro un fine settimana chiuso dentro una stanza insieme ad altri pazzi come me che continuano imperterriti a studiare nonostante non siano più dei ragazzini.
Siamo tutti convinti che non ci siano limiti per formarsi.
Siamo tutti aspiranti formatori o già formatori che vogliono perfezionarsi.

Per raggiungere il luogo di incontro devo percorrere un'oretta d'auto e fortunatamente non sono solo.
Ho un ottimo compagno di viaggio con me.
E' un business coach molto affermato nel suo settore, una persona che ha capito perfettamente quel che il mercato vuole oggi, capace, deciso e schietto.
Da lui, nei nostri viaggi, sto imparando veramente tanto. Mi auguro che anche lui possa dire lo stesso.

Una delle cose più belle che facciamo è la rassegna dei testi letti durante il periodo in cui non ci si vede.
Ce ne scambiamo anche un bel numero.
L'ultimo testo che mi ha lasciato si intitola "Il leader che non aveva titoli" di Robin Sharma ed è proprio di questo che vorrei parlavi oggi.

Tranquilli, non vi parlerò del solito, ennesimo testo sulla leadership per il semplice fatto che questo non è il solito testo.
In effetti, quando si parla di leadership, si pensa immediatamente ad amministratori delegati, manager, grandi uomini d'affari, mentre questo testo è rivolto a tutti, veramente a tutti.
Questo testo si concentra sull'importanza che ognuno di noi ha nel ruolo in cui si trova, sul fatto che non esistono mansioni più importanti di altre, sul fatto che solamente la società in cui viviamo ha creato queste false credenze.
Società che ci ha inculcato che se hai un lavoro da giacca e cravatta e valigetta di pelle sei OK e puoi andartene in giro con il tuo bel sorriso smagliante ed i tuoi pollici alzati. Se invece il tuo lavoro prevede una tuta o comunque delle mansioni ritenute un po' più umili dovrai startene tutto il giorno con il tuo broncio ed imprecare più che puoi.
Chi lo ha detto che deve essere per forza così? (A tal proposito potete anche leggere il post "Il sorriso del cameriere")

Questo testo cerca di insegnarci che ognuno di noi, qualsiasi tipo di lavoro svolga, può essere un leader indiscusso.
Ci insegna, inoltre, che la nostra società ha veramente bisogno di leader a qualsiasi livello.
Immagina come si trasformerebbe il mondo se ognuno di noi svolgesse il proprio lavoro al meglio delle proprie potenzialità, felice e soddisfatto delle proprie prestazioni.
Entrare pienamente in questa mentalità non aiuta solamente la società o un'azienda, aiuta realmente ognuno di noi.
Per quanto nel nostro paese si possa dire che non esiste meritocrazia, che il successo è solo per raccomandati ed altre scuse simili (anche se fosse vero noi ci dobbiamo concentrare sulle cose sulle quali abbiamo il controllo) vi assicuro che se iniziate a lavorare veramente come si deve la gente intorno a voi se ne accorgerà immediatamente e, prima o poi, i risultati arrivano e poi diciamocelo, lavorare bene da soddisfazione.

E' inutile che storci quel naso perchè quel che ti passa in testa non è farina del tuo sacco, te lo hanno messo dentro a forza, fin da quando eri piccolo. Già, ti dicevano che la scuola era noiosa, impegnativa ed immagino che nessuno abbia mai cercato di farti vedere i lati positivi e divertenti.
Per il lavoro è lo stesso, "...tu uomo lavorerai con il sudore della fronte..." e così ci adattiamo, ci limitiamo, restiamo nella nostra mediocrità nonostante sappiamo esattamente quali sarebbero i giusti atteggiamenti da tenere, non è affatto un problema di capacità.

Il problema più grande è che tendiamo ad assomigliare l'uno agli altri per non sentirci a disagio. Se un giorno vi svegliate pieni di energie, vogliosi di fare, farete esattamente le stesse cose del giorno prima per paura che i vostri colleghi vi guardino come degli alieni.
La leadership personale è un concetto fondamentale che se sviluppato può aiutare qualsiasi persona, in qualsiasi campo.
Non c'è bisogno di fare il lavoro più importante del mondo, qualsiasi lavoro è fondamentale, altrimenti vi assicuro che non esisterebbe.

Dovete però iniziare a fregarvene altamente di ciò che vi dicono gli altri dietro. Vi sentirete dire che siete dei lecchini, degli ipocriti, che vi siete montati la testa, che tanto ciò che fate è totalmente inutile...e allora? chi se ne frega!!!!

Giocate la vostra partita, iniziate a fare le cose con piacere, è una sensazione bellissima. Iniziate a fare le cose bene, guardate i risultati e, se non lo fa nessun altro, congratulatevi da soli con voi.
Usate la passione, noi Italiani eravamo famosi per la passione che mettevamo nel lavoro, ed oggi dov'è finita?
Considerando il livello medio che c'è in giro, spiccare oggi nel gruppo è più semplice che mai, il che significa però metterci più impegno di quello che ci mettete oggi, metterci del vostro, prendere iniziativa, vi sentite pronti per questo?

Vi sentite pronti ad affrontare le critiche e le prese in giro? Vi sentite pronti a trasformare nella vostra testa il vostro lavoro dal più brutto al più bello del mondo? Vi sentite pronti a tirare dritti per la vostra strada nonostante tutto? Vi sentite pronti a fare anche le cose che non amate e farle con il sorriso?

Se le risposte a queste domande sono positive vi assicuro che grandi ricompense vi aspettano, questa deve essere la vera fede, credere in se stesso ed essere certo che i risultati prima o poi verranno.

Ora, cercate il libro "Il leader  che non aveva titoli" di Robin Sharma, leggetelo ed interiorizzatelo. Io vi auguro una buona rinascita e spero abbiate ottimi commenti da lasciare. Potete farlo cliccando qui.

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