lunedì 4 marzo 2013

Non solo per il successo...



Lavorare in aula non è facile, anzi.
Ci sono casi, però, in cui è più semplice ed altri in cui è davvero complicato.
Una bella distinzione è quella tra l'aula spontanea e l'aula forzata.
Mi spiego meglio.

L'aula spontanea si ha quando delle persone ti chiedono di erogare per loro la formazione, oppure quando vengono spontaneamente ad un evento da te organizzato.
In questo caso sai che avrai di fronte persone interessate, aperte mentalmente a ciò che avrai da dirgli, pronte a mettersi in gioco.

L'aula forzata si ha in quei casi in cui le persone vorrebbero essere in qualsiasi luogo tranne che in aula, caso che può presentarsi quando l'azienda decide di organizzare la formazione per i propri dipendenti.
In questi casi, spesso, capita oltretutto che l'azienda in questione non si affidi all'esperienza del formatore per decidere che tipo di formazione sia necessaria per i propri collaboratori.
Ti chiama un amministratore delegato dicendoti che i suoi dipendenti hanno bisogno di motivazione, per poi scoprire magari che invece è lo stesso amministratore delegato ad avere bisogno di un bel po' di formazione. e che i suoi dipendenti hanno bisogno di tutt'altro tipo di insegnamenti.

I due casi, naturalmente, vanno gestiti in modo totalmente differente ed è facile intuire che il secondo è decisamente più complicato.
Concentriamoci allora sulle difficoltà di questa seconda ipotesi.

In questo caso chi si ritrova in aula si mette subito sulla difensiva e risulta inizialmente refrattario a qualsiasi tipo di insegnamento. Entrare in aula ed iniziare immediatamente a vomitare addosso a queste persone conoscenze e teorie sarebbe totalmente inutile.
Il primo passo da fare è quello di abbassare la resistenza dei corsisti e l'unico modo per farlo è quello di capire cosa gira nella loro testa in quel momento.
Qualcuno li ha letteralmente spinti dentro un aula contro la loro volontà ed il loro desiderio più grande è quello di arrivare al momento in cui potranno alzarsi da quel banco. Gli argomenti oltretutto non aiutano, nel senso che parlando ad esempio di gestione del tempo o di comunicazione efficace o di raggiungimento degli obiettivi, loro vedono un vantaggio esclusivamente per l'azienda di cui fanno parte.
Sono stra-convinti che dal primo momento la persona che gli si trova di fronte debba fargli il lavaggio del cervello con l'unico scopo di renderli più produttivi, più efficaci e più efficienti, il che può essere facilmente tradotto come "più lavoro con la stessa retribuzione...chi me lo fa fare?"
A questo punto vale un concetto fondamentale nella vendita, se il cliente non vede un vantaggio per lui, non comprerà. Sprecherai un sacco di tempo ad elencare vantaggi che sono importanti per te senza arrivare a nulla.

Solitamente io la risolvo in questa maniera: inizio immediatamente con il propinare un video in cui persone che si trovano al lavoro vanno fuori di testa (se ne trovano diversi in rete).
Il video è già un mezzo che esce dagli schemi classici della formazione ed oltretutto in questo caso sarà anche esilarante facendo si che le persone inizino a divertirsi fin da subito (fondamentale per l'apprendimento) ed a far nascere in loro curiosità.
Finito il video inizierò ad argomentare una tesi che per me è sacrosanta:

LE ABILITA' TRASVERSALI NON SERVONO SOLAMENTE PER DIVENTARE PERSONE DI SUCCESSO. SERVONO SOPRATTUTTO PER TRASFORMARE IL PROPRIO LAVORO IN UN MOMENTO SERENO E PIACEVOLE

In queste parole non c'è l'ombra (apparentemente) di un vantaggio per l'azienda ma solamente per il lavoratore.
Non faccio questo per abbindolare chi mi sta di fronte ma solamente perchè credo fortemente in questa tesi e nel fatto che ognuno di noi abbia il diritto di trascorrere le proprie ore di lavoro stressandosi ed arrabbiandosi il meno possibile.
La conseguenza naturalmente sarà che una persona più serena è anche una persona più produttiva. Contento il lavoratore, contenta l'azienda la quale otterrà risultati migliori grazie ai quali potrà ricompensare il lavoratore. Un bel circolo virtuoso.

La parte difficile di questo lavoro è eliminare un vizio di forma enorme: confondere il mezzo con il fine.
Se io insegno a gestire meglio il tuo tempo tu, con questa nuova abilità, potrai farci quel che vuoi e non quel che dice l'azienda. Potrai ad esempio ritagliarti più tempo per le tue passioni e potrai utilizzarla sia al lavoro che nel tempo libero.
Se io ti insegno a raggiungere con più facilità gli obiettivi, non ti verrò a dire quali debbano essere gli obiettivi, quello è un tuo problema.
Ciò che poi farete con gli strumenti che vi vengono messi a disposizione è una scelta vostra, certo è che se gli strumenti non li avete difficilmente potrete raggiungere i vostri risultati, quali essi siano.

Uno dei vantaggi migliori di conoscere e saper utilizzare le abilità trasversali è quello di rendere il proprio lavoro meno stressante. Saper risolvere i problemi, saper gestire meglio il proprio tempo, saper relazionarsi meglio con gli altri, non sono sinonimi di successo inteso come un bel gruzzolo in banca o un lavoro con giacca e cravatta.
Il concetto di successo è totalmente soggettivo, ognuno lo intende come vuole.

IL SUCCESSO E' LA CAPACITA' DI OTTENERE  LA VITA CHE SI DESIDERA


Quindi, a prescindere dal tipo di lavoro che si svolge, queste abilità sono sempre fondamentali perchè hanno la capacità di avvicinare ognuno alla libertà di scegliere che cosa farne. Senza capacità questa scelta non può esistere, sarete costretti a far decidere gli altri per voi.

Ricordate che sta a voi decidere se e cosa scegliere per la propria vita o se lasciare che siano gli altri o il destino a farlo per voi.

La mia vision non è affatto quella di creare quanti più lavoratori stakanovisti ma quanti più lavoratori che al suono della sveglia alla mattina non desiderano buttarsi giù dalla finestra piuttosto che correre al lavoro...tutto qua, anche se non mi sembra poco.

Voi, che ne dite? Cliccate qui per commentare.

SE TI E PIACIUTO QUESTO POST SEGUIMI SULLA PAGINA FACEBOOK CLICCANDO QUI

2 commenti:

  1. Esattamente il concetto win-win. Vince il lavoratore perchè vive il suo lavoro in modo più piacevole e sereno e vince l'azienda perchè ha dipendenti più produttivi.
    Complimenti ottimo post.

    RispondiElimina
  2. Esattamente Simone, se molti comprendessero che il lavoro (come qualsiasi altra attività svolta all'interno di un sistema) non è un gioco a somma 0 dove necessariamente deve esserci un vincitore ed un perdente, faremmo un bel balzo in avanti. Grazie mille per il commento.

    RispondiElimina