lunedì 11 marzo 2013

L'abilità di non spezzarsi




"SI NOTI CHE L'ALBERO PIU' RIGIDO SI ROMPE PIU' FACILMENTE, MENTRE IL BAMBU' O IL SALICE SOPRAVVIVONO PIEGANDOSI CON IL VENTO"

Questa splendida frase non è di un noto guru manageriale ne tanto meno di uno speaker motivazionale ma di un grandissimo uomo di nome Bruce Lee. E' un estratto delle sue 11 lezioni di vita e lo utilizzo spesso quando tratto il tema della flessibilità.

Già, perchè nel mondo del lavoro ed in particolar modo in quello che ci si prospetterà nei prossimi anni la parola FLESSIBILITA' dovrà far parte del vostro vocabolario.
Siamo tutti d'accordo che il mondo cambia sempre più velocemente e con esso anche il mondo del lavoro, il quale negli ultimi anni sta subendo un mutamento sempre maggiore  e sempre più veloce.
Fra qualche anno il concetto di lavoro come lo intendiamo oggi sarà un lontano ricordo e gli scenari che si presenteranno, sia per i lavoratori dipendenti sia per chi gestisce un' attività, saranno lontanissimi dalla realtà come oggi la conosciamo.

A questi cambiamenti potete reagire in modi diversi, più o meno efficaci, più o meno impegnativi, come un albero rigido o come un salice.
Potete reagire sfruttando nuove situazioni oppure lamentandovi dei vostri insuccessi dando la colpa al cambiamento.
Fatto sta che state giocando un gioco impegnativo ed una volta che avete imparato le regole arriva sistematicamente qualcuno che ve le cambia ed ora sta a voi capire se volete smettere prima o poi di giocare o se volete sfruttare a vostro favore i mutamenti affinché questo gioco lo vinciate voi.

Se avete intenzione di vincere è necessario puntualizzare alcuni punti:

  • Parlando di flessibilità non si intende quella di cui spesso parlano i telegiornali, ossia la possibilità di facilitare il flusso in entrata ed in uscita dei lavoratori da un' azienda (anche se nel nostro paese con più frequenza ci cerca di facilitare solamente quella in uscita);
  • La flessibilità è una abilità necessaria a tutti i livelli, dal lavoratore dipendente all'imprenditore.
  • La flessibilità aiuta sotto due punti di vista, l'efficacia nel raggiungimento dei risultati e l'aumento della serenità nell'affrontare le situazioni che la vita ci presenta.

Detto questo, cari miei rigidi amici, andiamo a vedere un punto fondamentale, oramai divenuto un concetto base del miglioramento personale e professionale:

LA COMFORT ZONE

Ossia quella zona,  in cui vi trovate così bene, così a vostro agio, così straordinariamente rilassati da non aver nessuna intenzione di uscirne.
Immaginate di comprare una gran bella poltrona, comoda, avvolgente, calda. Una di quelle poltrone che fin dalla prima volta che vi appoggiate sopra il vostro bel fondo schiena ve ne innamorate. Il primo giorno ci passate un'oretta, il secondo due, il terzo qualcosina di più e via via così fino al giorno in cui non vi verrà neanche lontanamente in mente di alzarvi...fino al giorno in cui non riuscirete, neanche volendo, ad alzarvi.

Allo stesso modo, ad un certo punto della vostra esistenza, decidete  che va bene così, che non è più necessario imparare. Così vi rintanate nella vostra "poltrona mentale" e via via cominciate a starci bene, cominciate ad innamorarvene perché le situazioni che si presentano sono sempre le stesse, diventano familiari, diventano più facilmente gestibili.
Belle o brutte non importa, sono familiari e questo vi basta, con la conseguenza che non cercherete occasioni migliori fino al momento in cui vi si presenteranno d'avanti e non avrete comunque il coraggio e la forza di affrontarle.
Quel giorno vi accorgerete di essere obesi mentalmente.
Vi accorgerete di essere diventati talmente rigidi che il solo pensiero di fare una qualsiasi cosa diversa vi farà cagare addosso.
E allora vi rimarrà di inventarvi qualche scusa ed in questo vi assicuro che sarete bravissimi.

Questo accade nella vita in generale ed accade anche nell'ambito professionale.
Considerate ad esempio tutti quegli imprenditori che per anni, a volte anche per generazioni, hanno venduto una tipologia di prodotto o servizio, per accorgersi improvvisamente che il cliente non compra più.
Eppure loro fanno le cose sempre allo stesso modo. Forse sarà strano il cliente, forse sarà strano il mercato. Fatto sta che loro, non tutti per fortuna, sanno che il loro prodotto o servizio è ottimo e se ha venduto per tanto tempo deve per forza continuare a farlo.
Aspettano quindi che il cliente rinsavisca e che il mercato si riprenda...aspettano fino al punto in cui si ritroveranno con il culo per terra rendendosi conto che dovranno cambiare loro qualcosa.
A quel punto, però, potrebbe essere che non avranno più le risorse e che qualche concorrente un po' più sveglio di loro si è accaparrato tutto il mercato.
A quel punto il genio, invece di prendersi a martellate sui maroni, trova tante belle scuse.

La stessa identica cosa vale per chi è un lavoratore dipendente.
Potreste un giorno accorgervi che dirsi ogni giorno che c'è la crisi, che la disoccupazione giovanile è altissima e tante belle cose vere, non aiutano a trovare una soluzione, anzi.
Potreste accorgervi che dovete essere disposti a rivedere il vostro concetto di sistema lavoro perché oramai esisterà solo ed esclusivamente nella vostra testa.
Potrebbe però accadere che quel giorno vi alzerete dalla vostra bella poltrona e non avrete più nessuno intorno con cui gareggiare, visto che il resto del mondo è partito un bel po' prima di voi.

Se questa ipotesi vi spaventa non vi resta che decidere se diventare una persona flessibile capace di adattarsi al nuovo mercato, alle nuove richieste, alle nuove regole oppure no.
Nel prima caso è necessario iniziare a chiedersi cosa potrebbe esservi utile per migliorare la vostra posizione   e capire se siete disposti ad entrare in azione.
Potrebbe esservi utile comprare dei testi, frequentare un corso, contattare persone nuove, studiare marketing, cercare nuove aziende o cambiare modalità di vendita. Non posso in questo momento dirvi io cosa è giusto per voi ma potete senz'altro farlo voi.
Un consiglio che posso però darvi è quello di non aspettare momenti bui, fatelo immediatamente anche se vi trovate in una buona situazione.
Più energia e più risorse avete in questo momento e più facile sarà trovare la giusta strada.
Vi assicuro che con il fango intorno si ragiona veramente male.

Come al solito sta a voi decidere cosa diventare domani. Lo spazio per i vincenti c'è, soprattutto in questo nuovo mercato.

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2 commenti:

  1. La flessibilità comporta essere disposti a fare cambiamenti che a volte possono anche non piacerci... per questo è difficile. E' più facile restare nella "zona di confort"... ma pericoloso. Di questi tempi, con le regole di mercato che cambiano, starsene a guardare vuol dire rimanere indietro e forse rimanere a guardare per sempre. Bisogna mettersi subito all'opera e adeguarsi, migliorare e formarsi.
    Grazie degli ottimi consigli.

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  2. Grazie a te Simone e complimenti per il tuo blog. Gli ho appena dato un'occhiata ed il tema della comunicazione è probabilmente il tema principe in queste materie.
    Consiglio anche ad altri di buttare un occhio su:
    http://www.lacomunicazioneefficace.eu/blog/

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